Corpo ascensori esterno, Milano, 2015

Nuova costruzione
Category
Residenziale

Il progetto si confronta con con un edificio di alto valore architettonico progettato dagli architetti  Figini e Pollini tra 1950 e il 1950 nell’ambito della realizzazione del quartiere Harar. L’edificio e il quartirere in generale rappresentano in modo esemplificativo la posizione cultura architettonica razionalista dell’epoca nei confronti delle trasformazioni insediative conseguenti all’espansione urbana del dopoguerra.

L’intervento interessa la sostituzione di obsoleti vani ascensori annessi al fronte Nord dell’edificio intorno agli anni ottanta. Il fronte, prospettante verso lo stadi di San Siro, è connotato da una superficie muraria piuttosto continua, caratterizzata da fasce da fasce orizzontali sovrapposte, scandite dai ballatoi e inquadrate da una cornice corrispondente ai margini dell’edificio.

Il progette legge e rielabora questa decisa semplicità di linguaggio definendo un vano ascensore rivestito da un carter metallico che riprende il colore dei ballatoi di facciata. La stereometria del vano è interrotto da una vetrata a nastro verticale lungo il lato ovest che genera un naturale distacco tra manufatto esistente e nuovo elemento architettonico. La misurata partitura vetrata garantisce quindi luce naturale in cabina durante le ore diurne e definisce un interessante effetto lanterna durante le ore notturne. La struttura del vano ascensore è quindi interamente schermata da un carter metallico di color marrone scuro. Una sorta di pelle che riprende la tinta predominante di facciata. Nella parte terminale superiore il rivestimento piega perpendicolarmente in modo da proteggere l’extracorsa dell’ascensore dalle intemperie, svolgendo altresi una funzione di elemento connettivo sul piano compositivo, riproporzionado la struttura del vano rispetto all’intero corpo di fabbrica. La zona degli sbarchi ai piani è infine protetta dalla pioggia tramite esili pensiline in vetro, innestate sopra il portale di accesso al vano scale.